RASSEGNA DEL 30 SETTEMBRE 2026
Sequestro probatorio: quando decorrono i dieci giorni per il riesame
Cass. pen., sez. II, n. 34849/2026, deposito 29 settembre 2026.
La pronuncia affronta il termine per proporre riesame avverso il sequestro probatorio, collegandone la decorrenza alla notificazione o alla conoscenza effettiva del provvedimento di convalida motivato. Il tema è particolarmente rilevante quando tra l’esecuzione materiale del sequestro e la conoscenza del decreto intervenga uno scarto temporale.
Per la difesa: occorre individuare con precisione il momento in cui l’interessato o il difensore abbiano avuto effettiva conoscenza del provvedimento impugnabile, perché da quel momento può dipendere l’ammissibilità del riesame.
Segnalazione: Cassazione.net, cronologico del 29 settembre 2026.
Tentato furto: querela dell’utilizzatore e danno di speciale tenuità
Cass. pen., sez. IV, n. 33988/2026, udienza 8 settembre 2026, deposito 22 settembre 2026.
La Corte ha affrontato sia la legittimazione alla querela dell’utilizzatore del bene sia la valutazione del danno nel tentato furto. Ai fini della speciale tenuità assume rilievo il pregiudizio patrimoniale potenziale che si sarebbe verificato in caso di consumazione, non soltanto il danno materialmente prodotto dal tentativo.
Per la difesa: nella valutazione dell’attenuante non è sufficiente richiamare la mancata sottrazione del bene; occorre ricostruire il suo valore concreto e il danno effettivamente minacciato dalla condotta.
Fonte e segnalazione: Terz’ultima Fermata, con provvedimento allegato.
Celle sotto i tre metri quadrati: presunzione di trattamento inumano
Cass. pen., sez. I, n. 34101/2026, udienza 17 settembre 2026, deposito 22 settembre 2026.
Quando lo spazio individuale disponibile in cella è inferiore a tre metri quadrati opera una presunzione di violazione dell’art. 3 CEDU. La presunzione può essere superata soltanto in presenza congiunta di fattori compensativi, tra cui la breve durata della situazione, condizioni detentive dignitose e adeguata libertà di movimento fuori dalla cella.
Per la difesa: nelle istanze relative alle condizioni di detenzione diventa centrale documentare non solo la superficie disponibile, ma anche durata, condizioni complessive e possibilità effettive di permanenza fuori dalla cella.
Fonte e segnalazione: Terz’ultima Fermata.
Astensione forense esclusa anche nelle misure cautelari reali
Cass. pen., sez. IV, n. 28512/2026, udienza 11 giugno 2026, deposito 28 luglio 2026.
La Corte ha ribadito che l’esclusione dell’astensione prevista per le udienze afferenti misure cautelari riguarda non soltanto le misure personali, ma anche quelle reali. Nel caso esaminato si trattava di un ricorso in materia di sequestro preventivo.
Per la difesa: nelle procedure cautelari reali l’adesione all’astensione non determina il rinvio dell’udienza; la gestione delle scadenze e delle richieste di discussione deve quindi tenerne conto.
Testo del provvedimento: Doctrine — Cass. pen., sez. IV, n. 28512/2026.
Riesame 231: quando l’ente può impugnare il sequestro senza previa costituzione
Cass. pen., sez. II, n. 20659/2026, udienza 22 maggio 2026, deposito 4 giugno 2026.
È ammissibile la richiesta di riesame contro il sequestro preventivo presentata dal difensore di fiducia nominato dal rappresentante dell’ente, anche senza una preventiva costituzione ex art. 39 D.Lgs. 231/2001, quando prima o contestualmente al sequestro non sia stata comunicata all’ente l’informazione di garanzia prevista dall’art. 57. La Corte valorizza inoltre la posizione dell’ente che, non conoscendo la pendenza del procedimento 231, agisca come terzo avente diritto alla restituzione dei beni.
Per la difesa dell’ente: la conoscenza formale della pendenza del procedimento 231 e il momento in cui essa interviene incidono direttamente sulla legittimazione e sulle modalità di proposizione del riesame.
Fonte: Rivista 231 — Cass. pen., sez. II, n. 20659/2026.
Nuovo art. 359-ter c.p.p.: identificazione biometrica in tempo reale mediante IA
In vigore dal 30 settembre 2026. Il D.Lgs. 9 settembre 2026, n. 160 ha introdotto nel codice di procedura penale il nuovo art. 359-ter, dedicato all’identificazione e localizzazione mediante sistemi di intelligenza artificiale per l’identificazione biometrica remota in tempo reale.
La nuova disciplina consente, nei casi previsti dalla norma, l’impiego di sistemi di IA per confermare l’identificazione o localizzare persone indiziate di determinati delitti e per la ricerca di latitanti. Il pubblico ministero richiede l’autorizzazione al giudice per le indagini preliminari, che provvede con decreto motivato delimitando area geografica, persone ricercate e durata dell’attività. La durata iniziale non può superare quindici giorni, salva proroga motivata; sono inoltre previste procedure urgenti e specifiche conseguenze di inutilizzabilità in caso di impiego fuori dai casi consentiti o in violazione delle garanzie previste.
Per la difesa: il nuovo strumento introduce un ulteriore terreno di controllo sulla legalità dell’acquisizione della prova: presupposti del ricorso all’identificazione biometrica, motivazione dell’autorizzazione, delimitazione spazio-temporale, rispetto delle procedure d’urgenza e utilizzabilità dei risultati.
Fonte ufficiale: Gazzetta Ufficiale — art. 13, D.Lgs. 160/2026.
Le sintesi sono originali. Le fonti esterne sono indicate per trasparenza e credito editoriale.