L’aggiornamento è una parte essenziale del lavoro del penalista: le nuove leggi e le decisioni dei giudici possono incidere sulla lettura di un caso, sulle scelte processuali e sulle possibilità di difesa. Alla pratica professionale affianco quindi un’attività quotidiana di ricerca e studio, attraverso la consultazione delle fonti istituzionali, delle riviste giuridiche e dei contributi disponibili online.
Questa rassegna nasce da quel lavoro. Vi condivido una selezione delle novità in materia di diritto penale, procedura penale, esecuzione della pena e responsabilità degli enti, accompagnate da una breve spiegazione e dai collegamenti per approfondire. È uno spazio rivolto a colleghi, assistiti e a chi desidera comprendere l’evoluzione della giustizia penale e le sue conseguenze concrete.
Edizione conservata in archivio.
Pubblicazione sul sito della Cassazione: 25.09.2026
Cass. pen., sez. VI, n. 34418/2026 · udienza 09.09.2026 · deposito 24.09.2026
Casa rifugio e termine per costituirsi parte civile
Le misure di protezione non possono impedire alla vittima di partecipare al processo. La Cassazione riconosce la restituzione nel termine quando l’isolamento in una casa rifugio abbia impedito di conoscere il giudizio, nonostante una notifica formalmente regolare. Occorre verificare l’impedimento concreto, senza fermarsi alla regolarità della notifica. Per la tutela della persona offesa è quindi decisivo documentare le condizioni di protezione e la mancata conoscenza del procedimento.
Fonte primaria: Corte di cassazione.
Pubblicazione sul sito della Cassazione: 17.09.2026
Cass. pen., sez. VI, n. 33634/2026 · udienza 23.07.2026 · deposito 16.09.2026
Depistaggio: il legame con la funzione pubblica
Il depistaggio può configurarsi anche senza che l’autore abbia compiti investigativi. La Cassazione richiede un legame tra l’accertamento sviato e l’ufficio o il servizio pubblico del soggetto qualificato. Non è necessario che la manipolazione avvenga nell’esercizio della funzione. Nella valutazione difensiva occorre quindi esaminare la qualifica concreta e il suo rapporto con i fatti oggetto di indagine.
Fonte primaria: Corte di cassazione.
Pubblicazione sul sito della Cassazione: 03.09.2026
Cass. pen., sez. VI, n. 32652/2026 · udienza 23.07.2026 · deposito 02.09.2026
Misure cautelari: il silenzio della persona offesa non esclude il pericolo
Nei procedimenti per maltrattamenti, la persona offesa può intervenire sulla richiesta di revoca o sostituzione della misura. Se non lo fa, il silenzio non dimostra che il pericolo di reiterazione sia venuto meno. La valutazione spetta al giudice e deve basarsi su elementi concreti. La difesa deve quindi documentare il cambiamento delle condizioni cautelari, senza affidarsi alla sola mancata opposizione della vittima.
Fonte primaria: Corte di cassazione.
Pubblicazione sul sito della Cassazione: 24.08.2026
Cass. pen., sez. V, n. 31583/2026 · udienza 30.06.2026 · deposito 19.08.2026
Stalking: l’assenza del querelante non equivale a remissione
L’assenza ingiustificata del querelante citato come testimone non estingue il reato di atti persecutori. La Cassazione distingue la remissione tacita dalla forma processuale richiesta per lo stalking. Quando la querela è remissibile, serve una dichiarazione nelle forme previste dall’ordinamento. Per la difesa è essenziale verificare il regime di procedibilità e la validità dell’eventuale remissione, senza ricavarla dalla sola assenza in udienza.
Fonte primaria: Corte di cassazione.